Il fotovoltaico ha bisogno di un cambio di rotta dal punto di vista comunicativo, perché attualmente il settore finisce sulle prime pagine dei giornali più per le polemiche legate ai costi del suo sistema di incentivazione che non per i benefici apportati. Secondo l'associazione di categoria Gifi-Anie: «L'informazione parziale ha portato il Governo a prendere delle decisioni. Il famoso decreto rinnovabili dello scorso marzo ha bloccato il settore per 3 mesi, creando un'incertezza nociva per il comparto.». Il fotovoltaico, nel periodo gennaio-agosto 2011, ha generato ben il 3% dell'elettricità nazionale, (percentuale che sale al 6% nel solo mese di agosto) riducendo così le importazioni di fonti fossili. La questione che interessa maggiormente l'opinione pubblica è però rappresentata dal costo degli incentivi e dal loro impatto sulle bollette elettriche. Secondo Gifi-Anie, nel 2010 i sussidi al fotovoltaico sono costati in tutto 826 milioni di euro, circa un quinto degli oneri complessivi della componente A3 ed appena l'1,5% della bolletta elettrica totale. Non bisogna poi dimenticare come il sistema di incentivazione dia origine a un effetto moltiplicatore con importanti benefici per l'economia nazionale. Sempre lo scorso anno, secondo le stime Gifi-Anie, il settore fotovoltaico ha generato un volume d'affari di circa 40 miliardi di euro, pari al 2,5% del Pil nazionale, garantendo alle casse dello Stato entrate fiscali per 4 miliardi di euro. “Dobbiamo mettere molto impegno, in mezzo ai continui ostacoli che ci capitano, per far capire ai nostri interlocutori che il fotovoltaico è un vero e proprio mercato” - ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, presidente Anie. Proprio per rappresentare con più forza le istanze dell'intera filiera, Gifi-Anie sta in questi giorni tessendo contatti con tutte le associazioni di categoria (tra cui Assosolare e Comitato Ifi) per arrivare alla nascita di una rappresentanza unitaria del fotovoltaico che possa parlare con una voce sola.
Fonte: energia24club.it
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