Via libera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al decreto legge che contiene la manovra finanziaria 2011-2014, varato giovedì dal Consiglio dei ministri. Dopo giorni di attesa, in cui son circolati testi provvisori spesso errati e in cui si susseguivano voci diverse circa un possibile taglio del 30% agli incentivi per le rinnovabili, arriva finalmente la smentita definitiva: i tagli non ci saranno e il settore delle energie pulite può, per ora, tirare un sospiro di sollievo. Salvo, purtroppo, le varie conseguenze che questo vociferare ha avuto su un settore che a stento stava tentando di risollevarsi dopo mesi di fermo dovuti al blocco degli incentivi prima e alla lavorazione del Quarto conto energia dopo: “Le voci che si sono rincorse da giovedì 30 Giugno hanno creato il panico nel settore – ha commentato Valerio Natalizia, presidente di Anie/Gifi (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) - molti operatori hanno rinunciato ad investire. II comparto del fotovoltaico esce stremato da quattro mesi di totale blocco a seguito del provvedimento di sospensione degli incentivi contenuto nel Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 di attuazione della direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili e che ha causato numerosi fallimenti e sensibili riduzioni del personale. Ora ancora voci di possibili tagli agli incentivi appena fissati. Il settore delle rinnovabili ha bisogno di stabilità e sicurezza. Chiediamo al governo impegni precisi”. Dopo le smentite dei ministri Prestigiacomo e Romani, il rischio di un nuovo taglio sembra comunque scongiurato da una nota informale di ieri sera che parla di un provvedimento in cui, all'art.35, comparivano solo 9 commi: mancavano, insomma, quelli che si riferivano al ridimensionamento di incentivi e agevolazioni. Pare calmare le acque lo stesso Napolitano che, in una nota ufficiale, ha dichiarato di aver emanato il decreto "essendo stati essenzialmente ricondotti i suoi contenuti alle norme strettamente attinenti alla manovra finanziaria ed a quelle suscettibili di incidere con effetto immediato sulla crescita economica". Per contro, ha dichiarato ieri in conferenza stampa il ministro Tremonti, l'operazione è salita da 47 a 68 miliardi: 2 per il 2011, 6 per il 2012, 20 quello dopo e 40 nel 2014; 51,1 arrivano dal decreto, gli altri 16,9 dalla riforma assistenziale contenuta nella legge delega di riforma fiscale. Una manovra che, è stato il commento del ministro, "ci porta linearmente e strutturalmente sul sentiero di arrivo al pareggio di bilancio. E se sei al pareggio, il debito scende automaticamente". E così, mentre Napolitano chiede che "in Parlamento si svolga un confronto realmente aperto, che [...] consenta una seria discussione e libere scelte circa la impostazione e le misure idonee al raggiungimento di tale obiettivo e quindi alla riduzione del debito pubblico, insieme al rilancio della crescita economica", le imprese aderenti ad Anie/Gifi ribadiscono l'importanza del settore fotovoltaico tra le rinnovabili e chiedono, insieme alle altre associazioni di settore, una stabilità normativa che aiuti davvero la diffusione delle energie pulite.
fonte: greenbiz.it
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